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Jul

Sviluppatore: più creativo o operaio del software?

Ciao a tutti

 

chi mi legge sa ke spesso vaneggio…. ma ogni tanto, passatemelo, ragiono su qualcosa di sensato Sorriso

 

oggi stavo pensando alla vita dello sviluppatore…. e come sviluppatore posso sicuramente dire la mia

 

Chi siamo noi sviluppatori?

 

Quando si va da un medico, questo oltre alla sua aura di misticismo che rende impossibile negare compensi anche non dovuti (vedi medici della mutua), ci si rende subito conto che si parla con un professionista della medicina, in pratica uno che ha studiato il dentro di te, anche se da lontano…. lui non crea, lui non distrugge, lui cerca solo di capire, e ha studiato 10 anni per farlo

 

Quando si parla con un legale, diversamente, si capisce che lui di legge spesso ne sa meno di noi, ma ha imparato a manipolare il sistema. quindi è un creativo? si. creativo di una metodologia, creativo di qualcosa ke è quasi arcana….

 

Quando si parla di un programmatore, di un developer, di un softwarista, o come lo si voglia chiamare (e nn mi dilungo xkè ci sarebbe 1 altro post da scrivere) è giusto dire che siamo dei creativi? o dobbiamo dire ke rispettiamo delle regole?

Nella storia posso dire che nel bene e nel male, VB1,2,3,4,5,6 hanno contribuito alla creazione di un programmatore creativo… perchè spesso non avevano alcuna nozione di programmazione o di ingegneria del software… ed era giusto così, erano linguaggi per non professionisti del software, ma per professionisti del dominio (in genere economia, ragioneria, etc…) per lo sviluppo di gestionali, poi diventata piattaforma “semplice” di sviluppo che ha attratto migliaia di persone anche professionisti del software

Ma attenzione, inversamente molti programmatori reduci da studi, si fossilizzano su questi e parlano solo di pattern, design, best practices, etc…. come se queste pratiche arrivino dal cielo e ci vengano imposte per fede….

Ancora c’è da dire che una volta, sentii dire parlando di ASP.NET che c’era un unico modo di fare le cose… anzi ci si lamentava che .NET fosse troppo ridondante…. io dissi che era assurdo fare le capre e scrivere il codice come se colorassimo un album per bambini già pronto, e fui definito un “ricercatore”… come se il ricercatore fosse un creativo alla stregua di un artista e non uno scienziato che applica il metodo scientifico per trovare nuovi percorsi….

 

Tirando le somme non è facile dare una definizione specifica e sicuramente esistono scuole di pensiero diverse: la mia è che un programmatore è un creativo, che impara ad usare degli strumenti che più gli piacciono, ma che per essere completo deve studiare “storia dell’arte” che tradotti nel settore diventano ingegneria del software, architettura, design, e patterns vari (perchè questi non sono altro che storia)

Attenzione che per “strumenti” non intendo solo il linguaggio, o qualche namespace, ma intendo davvero imparare a 360° gli equilibri e le diverse architetture dei vari mondi di programmazione, dal web, al RIA, dal Windows al WPF, dal SOA che niente c’entra con i web-services, all’integrazione che nulla c’entra con i files xml…

 

Riassumendo: c’è tanto da imparare e mai è possibile definirsi esperti di qualcosa se prima non si approfondisce davvero l’argomento, ma una volta approfondite le tecniche, una volta imparati dagli errori del passato (pattern, antipattern e best practices), è tempo di inventare e magari anche di condividere con gli altri le nostre scoperte, perché non dimentichiamo che l’informatica è si una scienza ma è anche un’arte

 

passo e chiudo!

by Antonio Esposito on 7/4/2012