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May

Blog personale? Blog tecnico? Mash-up?

Più di una volta mi è capitato di passare qualche minuto o frazioni di ora in una discussione riguardante le tematiche che un blog dovrebbe avere. So che attualmente, come in tutto, la gente si scervella (si scriverà così?) per trovare 1000 nomi per la stessa cosa (vedi qui), tuttavia credo che per noi informatici ci siano pressochè due tipologie di blog: quello personale e quello tecnico. C’è chi è per bloggare qualsiasi cosa (e generalmente linka l’account twitter a quello linkedin + facebook, in modo da poter postare una volta sola e propagare all’infinito) oppure chi scrive solo aggiornamenti tecnici; poi c’è chi ha 21413 blog, uno per ogni particolare scopo, oppure chi ha un singolo blog e ammassa tutto indistintamente; ci sono anche quelli del blog usa e getta oppure quelli che non bloggano perchè ritengono che sia una attività lesiva per la privacy (e ci sta tutta).

Poi verticalmente c’è anche chi aggiunge particolari significati filosofici/strategici ai blog su cui scrive; mi è capitato di sentire da alcuni frasi tipo: “scrivo il martedì sul blog X, così chi ha i feed attaccati poi mi legge e va a vedere anche i link al blog Y…” eccetera. Insomma come egregiamente espresso in questa geniale vignetta:

http://attuworld.com/wp-content/uploads/2010/04/our_connected_world.jpg

SIAMO ALLA FRUTTA.

E partendo dalla frutta vorrei cominciare a dire la mia sul primo punto che mi è venuto in mente, ripensando a queste questioni. Tu, lettore, sei più per un blog personale o per un blog tecnico? Oppure sei per il Mash-up (ovvero ammasso indistinto)?

Io penso che un blog personale non sia da tutti. Non a tutti piace scrivere riflessioni o cazzi propri sul web; chiunque può farsi una qualsiasi opinione di una persona leggendo un post e alcuni preferiscono (a piena ragione) che la gente non venga influenzata da un post. Conosco professionisti talmente bravi sul lavoro, ma talmente frustrati in alcune circostanze, che se scrivessero post molto “personali” potrebbero perdere in credibilità (se il lettore fosse anche, per sbaglio, il cliente). Questa ultima cosa è capitata tra l’altro anche a me: fregarsene aiuta.

Se invece siamo in grado di tenere in piedi un blog personale, non è detto viceversa che sia così naturale averne uno tecnico. Nota: ovviamente parliamo di “informatici” per cui ha senso dare per scontato che molti abbiano un blog tecnico. In ogni caso per avere un blog tecnico serve molto meno “coraggio” inteso come rinuncia alla riservatezza: i contenuti sono assolutamente impersonali e se anche comprendessero piccoli aneddoti lavorativi, incrementerebbero solo l’ego dell’autore (scrivere di una propria esperienza personale è sempre abbastanza motivante).

Questi passaggi mi portano a riassumere queste casistiche, volutamente e ironicamente mescolate ad un pò di psicologia spicciola:

  • Se hai un blog tecnico e non hai un blog personale:
    • Puoi essere riservato;
    • Può essere che il blog tecnico sia coatto (non Coatto :)) per il lavoro e che se non lo fosse, non terresti neanche quello;
    • Puoi semplicemente non avere tempo per curare entrambi e, nella scelta, preferisci farti “vedere” professionalmente che personalmente.
  • Se hai un blog personale e non uno tecnico:
    • è molto difficile che tu sia riservato;
    • Puoi non avere contenuti tecnici particolarmente interessanti da proporre;
    • La modestia ti spinge a considerare l’eventuale tuo contributo non incidente;
    • Sei esibizionista nella vita privata ed hai un lifestyle più interessante dei contenuti tecnici, che ti annoiano.
  • Se hai entrambi, per dualità con le legge del motore a gatto imburrato, non puoi concludere niente e il teorema si ferma.

Ma se hai entrambi, si può sollevare un’altra questione: sono due blog distinti o sono lo stesso blog? E perchè, nel primo caso, sono distinti?

Queste le eventualità:

  • Il blog tecnico è quello di team e/o sul sito del datore di lavoro;
  • Il blog personale è “troppo personale”, volgare o dai toni accesi per mescolarsi ai contenuti tecnici di alto livello professionale;
  • I due blog sono nati in tempi diversi e con motivazioni diverse, perciò lasciarli separati, PER CHI CONOSCE LA PERSONA IN QUESTIONE, può avere un senso.

Ma a questo punto io mi chiedo: tolto il primo caso, gli altri due casi (e semmai anche altri, se ne individuaste) sono sofisticazioni inutili. Se pensiamo che, nonostante i nicknames, siamo abbastanza individuabili ed indicizzabili da Google (alcune persone sono addirittura indicizzate da Bing :)), la “distanza” che separa un blog personale da quello tecnico, digitando il nome dell’autore su Google, è generalmente una manciata di risultati di ricerca.

E questo mi fa pensare che se usassi tenere più blog per uno dei motivi sopra (escluso il primo) sarebbe tutto abbastanza inutile vista la estrema connessione che abbiamo in rete. Da qui il mio personale teorema che spiega perchè io rientri nel tipo di persone che hanno un solo blog e ci ammassano tutto indistintamente.

Aspetto commenti :-)

by Roberto Freato on 5/9/2010
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