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Oct

Sciaquone opersource

« La Computer Science non riguarda i computer più di quanto l'astronomia riguardi i telescopi. » (Edsger Wybe Dijkstra)

« Quindi, Edsger, leva le tue manacce dalla tastiera e lascia fare a chi, di computer, se ne intende davvero. » (Raf, prima di sistemare, umiliandolo ulteriormente, il computer di Edsger Wybe Dijkstra)

Oggi mi lascio andare, come moltissimi prima di me, ad una piccola riflessione sul settore nel quale lavoro e spero di continuare a lavorare.

Pensavo: al giorno d’oggi è considerata normale la scena in cui, una persona appena conosciuta, viene a scoprire che lavori "con i computer" e subito chiede "Aaah ecco! Il mio computer è incasinatissimo, non è che magari un giorno vieni e gli dai un'occhiata?". Il tutto dando per scontata, ovvia, logica, lapalissiana, assodata la prassi del non pagare nulla, nemmeno in riconoscenza o tanto meno stima.

Non s'è mai visto qualcuno che, appena conosciuto un idraulico, gli chiede quando possa andarlo a trovare per la doccia che, dio mio, allaga il bagno ogni qual volta la si utilizzi. Comunque in nessun caso ci si aspetta il tubista freeware. Niente sciaquone open source.

Il problema è che gli informatici amano le cose di cui si occupano, perché è una materia di cui è abbastanza facile innamorarsi, e l'entusiasmo con cui se ne parla, unito all'apprezzamento per le cose ben fatte, porta ad una disponibilità nel dare consigli e nel fare favori che viene quasi sempre scambiata per ingenuità e fa apparire la professionalità e le conoscenze dell'informatico come qualcosa di dozzinale, comune e di nessun valore.

Vi è poi una generalizzazione, dovuta forse alla relativa giovinezza di questo mestiere, che porta ad annoverare con il termine “informatico” una miriade di campi di studio ed esperienza totalmente diversi. Purtroppo da noi il termine informatica viene spappolato e spalmato su una miriade di titoli e aggettivi dove ruba il posto quado a Computer Science, quando a Information Technology quando a factotum-cambia-schede-formatta-pc.

E’ come se in edilizia si utilizzasse un termine tipo “edificatore” per indicare il muratore come l’ingegnere come l’architetto come il carpentiere, e si pretendesse che quest’ultimo lavorasse gratis per la manutenzione di casa nostra e che penultimo e terzultimo rinunciassero ai loro titoli e gettassero via anni di studio e fatica lanciandosi con entusiasmo su martello e cazuola. Il tutto, si capisce, senza remunerazione alcuna.

L’ultimo elemento che sicuramente gioca contro di noi è la percezione che le persone hanno del nostro lavoro: quando l’idraulico interviene pesantemente sul nostro impianto idrico ritroviamo le pareti del bagno sventrate, i sanitari distaccati, l’acqua totalmente assente e capiamo benissimo che se lo scaldabagno è rotto dobbiamo cambiarlo. Tutto questo è più che riproducibile su un computer, e le interminabili ore di lavoro che la risoluzione di un problema spinoso spesso richiedono ne sono la dimostrazione, ma l’utente non ha la percezione di un sistema operativo sventrato, spesso nemmeno davanti ad un guasto hardware.

Quando l’idraulico lavora nella fossa settica tutti capiscono perché si faccia pagare, ma chiunque abbia fatto assistenza ad un pc sa bene cosa si provi a frugare in quella poltiglia lattiginosa che gli utenti finali chiamano “il mio computer”.

by Francesco V. Buccoli on 10/18/2009
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