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Dec

100 colpi di spatola prima di andare a nitrire

"Fottutissimo diario,
scrivo dalla mia camera semibuia, fatta eccezione per i fari da stadio e le fiaccole,  tappezzata dalle budella putrefatte di Gustave Klimt e dalle ovaie di Marlene Dietrich che mi guardano con il loro sguardo languido e superbo mentre scarabocchio il foglio bianco di forfora su cui si riflettono i raggi del buco dell’ozono, filtrati appena dai corpi degli impiccati penzolanti nel mio giardino.
C'è caldo, un caldo torrido, secco. Pensa che ieri papà ha preso fuoco e, per spegnerlo, tutta la famiglia ha dovuto vomitagli addosso un paio di volte prima di iniziare a prenderlo a calci. Sento il suono del Dolby Digital 5.1 con connettori in oro interfacciati alla televisione accesa nell'altra stanza e mi arriva la lesbica voce di mia sorella che mi squarcia le orecchie con ‘Osteria numero 100..’, fuori un grillo urla la sua spensieratezza nei brevi istanti che lo separano dalla pantofola e tutto è calmo e mite come un lottatore di Sumo dopo pranzo. Sembra che tutto sia rinchiuso e protetto da una cassaforte di piombo, posta dentro ad una camera blindata di cemento armato, al cui esterno guardie inferocite spianino fucili a destra e a manca sparando ai malcapitati che s’avvicinano; ma dentro di me non c'è calma, ci sono le aragoste del pranzo che, da ore, reclamano la loro presenza con rombi rumorosi e odorosi. È come se un topo stesse grattugiando la mia anima per condirsi la pasta ai broccoletti marci della Val di Cacashima. Non sto male, almeno non quanto serva a voi per liberarvi di me, ma non sto nemmeno bene, la cosa inquietante è posso ancora scrivere.."

Da Cento Colpi di Spatola Prima d'Andare a Nitrire.

by Francesco V. Buccoli on 12/27/2005
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