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Nov

Windows Azure Performance – Accesso allo storage

Ci sono diversi modi per accedere all’Azure Storage, a seconda del grado di ottimizzazione delle risorse che vogliamo raggiungere:

  • Direttamente tramite client remoto che abbia conoscenza dell’endpoint name e dell’account key
  • Da una o più istanze di calcolo Windows Azure con le medesime modalità
  • Da qualsiasi client tramite Shared Access Signature, un meccanismo di condivisione (granulare al singolo blob) delle risorse nell’Azure Storage
  • Tramite CDN (Content Delivery Network)

I primi due punti sono già stati ampiamente trattati in precedenza; in quel caso i blobs vengono richiesti tramite REST opportunamente autenticata da qualsiasi endpoint abbia la chiave di accesso.

Il terzo punto prevede la condivisione granulare tramite la generazione di un Token legato ad uno o più blob, il quale si comporta di fatto come un claim per autorizzare l’accesso alla risorsa.

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Come si evince dalla figura, si potrebbe fare in modo di generare una chiave lato Azure Compute, da tornare al client per l’accesso diretto alla risorsa sullo storage. Ogni chiave avrà chiaramente una data di inizio e di fine più eventuali altri parametri.

L’ultimo meccanismo è quello che utilizza una CDN per la distribuzione dei contenuti, i cui passi logici sono:

  • Il client chiede la risorsa al nodo di CDN più vicino alla sua location fisica (i nodi CDN di Azure sono moltissimi e sparsi sul globo)
  • Il nodo CDN, se non ha localmente la risorsa, la scarica
  • Il nodo CDN torna la risorsa al chiamante (appena scaricata o eventualmente già cachata)

Sotto un elenco di figure esemplificative.

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by Roberto Freato on 11/14/2011
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