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Storia di una migrazione ad Azure – Parte seconda

Vi ricordate quando, il 1 Aprile 2011, ho annunciato che DotNetLombardia era passata ad Azure?

Ricordiamoci come era andata:

  • Mi ero stufato di pagare l’hosting quando ho azure gratis per l’MSDN
  • Era un ottimo Proof-Of-Concept (e una sfida)
  • Era utile alla progressiva crescita delle visite per la possibilità di scalare
  • Nessuno l’aveva mai fatto prima e tutti dicevano che era impossibile

Seppure per me in alcuni momenti sia bastato l’ultimo punto come spinta motivazionale per migrare, mi interessavano ugualmente anche i primi tre punti, anche se raramente avrei considerato il punto tre (scalabilità) come requirement di breve periodo. Invece mi sbagliavo: le visite crescono ma soprattutto si prospetta la necessità di avere un Backend ridondante bilanciato, ed ecco che arriviamo ad oggi.

Per far funzionare un progetto ASP.NET in ottica web farm, vanno unificate le validation ed encryption key nel tag del Web.Config come minimo, centralizzata la sessione e tutto l’accesso a file fisici. Compito abbastanza facile visto che il peggio (la centralizzazione di tutti i FileStorage) l’avevo già implementata su S3 di AWS alla data del rilascio.

Per cui ho creato un nuovo deployment, con 2 istanze parallele Extra-Small, vista la notevole convenienza. I ruoli sono partiti, tutto è andato a buon fine ma….. stop!

La licenza di Telligent Community che ho come MVP vale solo per installazioni Single-Server, per cui l’esperimento, seppur riuscito, è stato abortito.

L’importante è che si possa fare e che sia semplice come ci viene detto: se ci sono riuscito con un programma blindato come Telligent Community di cui non ho i sorgenti, i nostri programmi on-premise possono girare tranquillamente sul cloud con uno sforza relativamente basso.

by Roberto Freato on 10/6/2011
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